Meditazioni



Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera ...


Una riflessione al mese per arricchirci della Parola di Dio e crescere spiritualmente

 

Perchè cercate tra i morti Colui che è vivo?

La domanda su cui vogliamo riflettere oggi: ''Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!'', non ce la pone Gesù, anche se riguarda Lui: ma sono due uomini in abiti sfolgoranti che parlano di Lui ed è proprio per questo che la domanda diventa più coinvolgente. 

Tenendo presente il pensiero iniziale, il prima e il dopo “la pietra” che rotola, e “la pietra” rimossa, Giuseppe ci invita a pensare e riflettere sul come agire...

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Che cosa cercate?

Con la sua domanda “Che cosa cercate?” Lui non vuole insegnarci una dottrina, ma mettere in noi il desiderio della ricerca, di migliorarsi, di progredire ogni giorno. La domanda stessa implica movimento: seguire, mettersi in discussione, scavare, lavorare, riflettere, lasciarsi sorprendere dalle meraviglie della ricerca.

Chi incontra veramente Gesù ed è toccato dal suo sguardo non può non trasmettere la gioia che Egli infonde in chi lo ama. Se ci si lascia toccare nell’animo da chi ci ama, si diventa subito divulgatori della sua presenza in noi, si diventa annunciatori della gioia. 

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Che fate qui oziosi?

Continuiamo il nostro cammino, con le domande di Gesù.

È in fondo una parabola strana che ci fa riflettere. Incominciamo con il dire che ognuno di noi, è nello stesso momento vigna ed operaio. Il nostro padrone investe tutto su di noi con la sollecitudine di chi cerca il meglio, di chi non trascura i dettagli, di chi sa che anche all’ultima ora, rimane sempre qualcosa da fare. La nostra produzione, il nostro miglioramento nel vivere, è la sua garanzia e viceversa.

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Che vuoi che io faccia per te?

Con il nostro cammino vogliamo continuare a cercare l’umano che è in Gesù, soprattutto attraverso il suo parlare, il suo dire. Vogliamo per questo soffermarci principalmente sulle domande che Gesù rivolge agli uomini e alle donne del suo tempo ma che sono vive ed attuali per l’uomo di oggi e di sempre. In esse troviamo una profondità che riorienta la nostra vita e ci spingono a ricercare il meglio che abita in ciascuno di noi. ... Gesù, si è incarnato per ascoltare, condividere il cammino, i pianti, il dolore e le speranze dell’uomo di ogni tempo. Oggi chiamato in causa dal grido: “Figlio di David, abbi pietà di me” si mette in atteggiamento di ascolto.

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Il tocco a distanza del centurione: una grande fede

Matteo sottolinea che la guarigione del servo non è opera di Gesù, o almeno non solo di lui, ma della fede del centurione...
La fede, la risposta d’amore di un pagano, di un nemico, è talmente grande che il servo guarisce. Noi siamo canali dove Dio passa con la sua misericordia. Dio salva attraverso di te. Oggi non manca la fede in Dio, mancano i canali attraverso cui deve passare la misericordia di Dio.

Incontro a Gesù con il centurione romano.
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Toccare é certamente incontrare

Quello che leggiamo in questo brano è la storia di una donna che ha rifiutato di restare inerte, di adattarsi al destino e lasciarsi morire dissanguata e di essere stretta oziosa tra la folla di cavilli legali o fantasmi di paura o fredde parole del chiacchiericcio, o di lame pungenti dei pregiudizi o di veli dei preconcetti, delle norme prestabilite senza senso: lei ha lottato per raggiungere quello in cui credeva ed era salutare. Lei combatte e rischia per un domani migliore, cammina forse anche sgomitolando tra la folla per non essere numero, per non essere “quella” ma per ritrovare la propria identità ed essere se stessa.

Incontro a Gesù con l'emorroissa
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Desiderio di incontrare Gesù

Dovremmo imparare ad andare nei luoghi sacri, non per cercare, ascoltare chi ci parla di Dio, ma per sognare ad occhi aperti la presenza di Dio che abbiamo già dentro di noi e che si rispecchia in questo luogo. Non si cerca fuori ciò che non si pensa già dentro di noi  ... pochi vogliono incontrarlo nella propria casa, nel proprio cuore, anche perché crediamo che Dio ci abbia dimenticato: ma andiamo noi oggi a trovarlo, forse proprio perché siamo noi che ci siamo dimenticati di Lui. 
Ricordiamo l’incontro notturno di Nicodemo... ogni incontro è un qualcosa di vitale. Perché se incontrarsi è un desiderio voluto, cercato, entrambi ne restano trasformati.

Incontro a Gesù con Nicodemo e Zaccheo
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Ansia dell'umano... Perderlo per la gioia di ritrovarlo

Perché cerchiamo Gesù e quale Gesù? Quello dei vangeli apocrifi o il Cristo Figlio di Dio e questi crocifisso? Abbiamo ansia, ne sentiamo la mancanza?
...Gesù è là dove batte il cuore della legge, della profezia, dell’obbedienza, della motivazione delle nostre scelte, della vita! Gesù sente dentro di sé la freschezza della gioia, dell’affetto perché ascolta le cose di Dio. Noi vogliamo maturare nella fede ascoltando le novità storico-biblico solo per prurito di udire. Questo non è crescere nello spirito, forse nella conoscenza, ma è altra cosa…

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Il cugino... scomodo


Giovanni è colui che ci dimostra il contrario, accompagnato dalla fede muta del padre, la sua casa si trasforma il luogo di gioia, di vita, di trepidazione per ciò che sarà di questo bambino. Infatti la gente si chiede: che sarà mai questo bambino? Sarà “voce”, perché la Parola sarà un Altro. 
...Noi per dire chi siamo, siamo portati ad inventariare un elenco di informazioni con titoli di studio, realizzazioni. Giovanni il Battista fa esattamente il contrario. Qui è il nucleo della sua vita e la differenza dagli altri: semplicità, chiarezza, fermezza, umiltà: io sono voce... Solo voce, la Parola è un Altro. Il mio segreto è oltre me.

*immagine: "Madonna con bambino e San Giovannino" di RaffaelloDokument anzeigen

Maria "Donna curiosa"

Il titolo di questo momento di riflessione potrebbe essere letto come strano perché siamo abituati a vedere la Vergine Madre di Dio e madre nostra, come una persona riservata...
...Vogliamo partire da quell’inizio che ogni ragazza vorrebbe nel suo cammino, per molti strano, per altri forte, ma certo anche sicuro per il suo domani.
Quello di Maria è stato certamente un abbandono fiducioso, misto ad una curiosità incosciente in quanto la sua via, come la nostra, non era stata segnata, ma tutta da percorrere secondo i sassi, le difficoltà che avrebbe incontrato.

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Il Prodigo che è in noi

Per meditare la Parola, con la parabola de "Il Figliuol prodigo" (Lc 15,11-32)

Questa è la bellezza di Dio, Padre misericordioso. Lui ama di un amore gratuito senza pretendere il ritorno. Il ritorno è una risposta d’amore. L’amore vero è quello che si dona senza interesse non quello che si riceve! La libertà è un dono stupendo dato all’uomo, e di cui Dio non può farne uso. Lui non è libero di non amarci! È questa la nostra forza e la nostra spinta a viver sempre in atteggiamento di rendimento di grazie.

*immagine dal Web di Sieder KöderDokument anzeigen

Il tempo è di Dio

QUARESIMA 2019
Tutti noi siamo chiamati, in questi «tempi forti» ad essere attenti ai segni che Dio mette lungo la nostra strada, per comprendere, con il cuore aperto, il Dio che cammina con l'uomo, che si fa storia. 

La Quaresima è certamente il tempo migliore per riflettere su questa storia, per rientrare in noi stessi e rivedere la propria vita confrontandola con il Vangelo. 

È tempo opportuno, allora, questo, in cui dobbiamo avere il coraggio di uscire dal nostro nascondiglio, riconoscere il nostro peccato, di alzarci, chiedere perdono a noi stessi, al nostro fratello, a Dio, riprendere il viaggio e convertirci alla luce del vangelo. 

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Perchè i miei occhi hanno visto....

Per meditare la Parola, in compagnia del vecchio Simeone (Vangelo di Luca 2,22-35).

Il più vegliardo dei personaggi biblici, attende pazientemente il compimento di una promessa...
Non è importante il vivere in sé, ma il vivere per veder realizzato qualcosa! La domanda “perché vivi?” nasce spontanea. Abbiamo un fine nel nostro quotidiano, nel nostro vivere a lungo termine? Non è importante quanto tempo vivi, ma il tempo che vivi, vivilo bene: il resto è conseguenza

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Offrirono doni... e per altra strada fecero ritorno

Meditiamo la Parola, camminando sulla strada dei Re Magi (Vangelo di Matteo 2,1-12)

Matteo dice giunsero "da Oriente": è un’espressione molto vaga ed abbraccia un territorio molto vasto. Proviamo, allora, a chiederci prima di tutto: qual è il nostro Oriente? Abbiamo mai scelto veramente di muoverci da dove siamo per andare verso la Città di Dio? Siamo pronti a lasciare le nostre certezze per vivere l’avventura della ricerca di un qualcosa di più grande? Abbiamo lo spirito d’iniziativa?
Aprirono i loro scrigni… i loro, e i nostri? Quali doni abbiamo nel nostro scrigno della vita? 

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La vita è bella

Segreteria
Don Alberto Ferrara
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8353 Elgg
E-Mail: ferraralberto@gmail.com

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